Il quarto di finale dell’Australian Open tra Jannik Sinner e Ben Shelton accende Melbourne: l’azzurro, campione in carica, arriva da una vittoria netta nel derby con Luciano Darderi e da un percorso pulito che conferma condizione e fiducia. Lo statunitense, numero 9 del ranking, ha scalato il tabellone con autorevolezza, piegando in rimonta Casper Ruud agli ottavi. La sfida è in calendario per mercoledì 28 gennaio, con orario ancora da definire, e mette in palio un posto in semifinale, snodo che può indirizzare il Major australiano e, di riflesso, la stagione dei due protagonisti.
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Il cammino di Sinner e Shelton a Melbourne
Jannik Sinner si era promesso un salto di qualità al servizio e i fatti lo hanno seguito. Nel successo in tre set contro Luciano Darderi (6-1, 6-3, 7-6) ha piazzato 19 ace, dettaglio che racconta tanto della sua giornata e, più in generale, dell’evoluzione del suo tennis sul cemento australiano. In precedenza aveva amministrato senza scosse le prime giornate: esordio spedito con Hugo Gaston (6-2, 6-1 e ritiro del francese), prova di solidità contro l’australiano James Duckworth archiviata in tre parziali (6-1, 6-4, 6-2) e vittoria in quattro set su Eliot Spizzirri (4-6, 6-3, 6-4, 6-4), match utile a rodare la gestione dei momenti complicati. La costanza alla battuta, l’efficacia nei primi colpi e la capacità di alzare il livello nelle fasi calde hanno dato all’azzurro quell’inerzia che negli Slam fa la differenza: una progressione che, fin qui, ha concesso poco agli avversari sul piano del ritmo e delle occasioni di rientro.

Dall’altra parte, Ben Shelton ha costruito il suo percorso con la consueta spinta, superando in sequenza Valentin Vacherot (6-4, 6-4, 7-6), Dane Sweeny (6-3, 6-2, 6-2) e il mancino Ugo Humbert al termine di tre set molto tirati al servizio (6-3, 7-6, 7-6). Agli ottavi lo strappo di qualità: rimonta su Casper Ruud con personalità e braccio sciolto, 3-6, 6-4, 6-3, 6-4, con l’americano capace di spostare l’inerzia dalla metà del secondo set e di non restituirla più. Il suo tennis resta aggressivo e verticale, imperniato su servizio e prime accelerazioni: quando trova continuità sulle percentuali iniziali, tende a incanalare i game in modo rapido; quando invece la risposta avversaria si fa più profonda, è chiamato a un numero superiore di scelte e variazioni, terreno su cui la sua crescita è evidente rispetto alle stagioni precedenti. In sintesi, il cammino di entrambi racconta due stati di forma d’élite: Sinner con il passo del campione che difende il titolo, Shelton con la spavalderia del top 10 che ha già assaggiato la seconda settimana e non ha intenzione di fermarsi. È il contesto ideale per un quarto di finale ad alta intensità, in cui la gestione dei dettagli – prime di servizio, turni di risposta corti, percentuali sulle palle break – peserà come una sentenza.
Precedenti e chiavi tattiche del confronto
Quello di Melbourne sarà il decimo capitolo della rivalità: al momento il bilancio sorride a Jannik Sinner, avanti 8-1. L’unico successo di Ben Shelton risale al primo incrocio, a Shanghai 2023, quando lo statunitense la spuntò in tre set (2-6, 6-3, 7-6). Da lì in poi l’azzurro ha infilato una serie di vittorie che fotografano l’evoluzione della sfida e la sua capacità di leggere meglio le situazioni chiave. Nel 2023, a Vienna, l’italiano prevalse 7-6, 7-5; nel 2024, a Indian Wells, impose ritmo e profondità chiudendo 7-6, 6-1; sull’erba di Wimbledon 2024 ribadì la superiorità con un 6-2, 6-4, 7-6 segnato dalla qualità in risposta. Ancora nel 2024, a Shanghai, arrivò un 6-4, 7-6 costruito su pochi dettagli; lo spartiacque emotivo resta però la semifinale degli Australian Open 2025, dominata dall’azzurro 7-6, 6-2, 6-2. Nel 2025 i due si sono rivisti anche ai quarti di Wimbledon (7-6, 6-4, 6-4 per Sinner), quindi a Parigi-Bercy nei quarti (6-3, 6-3) e alle Finals di Torino nel round robin (6-3, 7-6). Un filo rosso accomuna molti di questi incroci: quando l’italiano entra con i piedi dentro il campo in risposta e alza la qualità del primo scambio, lo statunitense fatica a imporre la propria forza d’urto nei turni di battuta successivi.
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Da qui si può delineare una chiave tattica, senza banalizzazioni: Shelton dovrà proteggere i propri game con alte percentuali di prime e, soprattutto, con gestione lucida delle seconde palle per evitare che l’azzurro apra l’angolo e detti il ritmo sul dritto. Sinner, dal canto suo, trae beneficio da giornate “pulite” alla battuta – come certificano i 19 ace contro Darderi – perché gli permettono di spingere ancora di più in risposta, togliendo sicurezze allo statunitense. La storia recente dice che l’italiano ha saputo risolvere in proprio favore i tie-break (decisivi a Wimbledon e alle Finals), indice di gestione dei punti pesanti e di tranquillità mentale. Ma i precedenti non vincono le partite: contano forma, letture in tempo reale e, in uno Slam, la tenuta sul piano dei nervi. Se Ben Shelton troverà serie di prime e immediate discese verso il colpo successivo, la gara può ingolfarsi e diventare un braccio di ferro; se invece Jannik Sinner imporrà frequenza e pulizia sul rovescio, riducendo il margine operativo dell’americano, l’inerzia tenderà a piegarsi dalla parte del campione in carica. Dettagli, appunto: quelli che, finora, hanno spesso fatto la differenza tra i due.
Calendario, diretta tv e cosa c’è in palio
L’incontro è fissato per mercoledì 28 gennaio, con orario da comunicare. La partita sarà visibile sui canali di Eurosport, accessibili in streaming su Dazn, Tim Vision, Prime Video Channels e HBO Max. Una collocazione che garantisce ampia copertura per un quarto di finale destinato a calamitare l’attenzione degli appassionati. Al di là delle scelte di palinsesto, il perimetro della posta in gioco è chiaro: per Jannik Sinner c’è la possibilità di centrare la terza semifinale consecutiva a Melbourne, traguardo coerente con lo status di campione in carica e con la sua bacheca che conta già quattro titoli dello Slam. Proprio sul cemento australiano l’azzurro ha costruito negli ultimi due anni passaggi cruciali della propria crescita, imponendosi nel 2024 contro Daniil Medvedev e nel 2025 contro Sascha Zverev; confermarsi ancora, in una fase in cui ogni turno alza il livello di complessità, sarebbe un messaggio forte a tutto il circuito.
Per Ben Shelton, numero 9 della classifica mondiale, la semifinale avrebbe il sapore della conferma e della rivincita: lo scorso anno fu proprio l’azzurro a sbarrargli la strada nel penultimo atto. Arrivarci di nuovo significherebbe certificare la sua continuità ad alti livelli e presentarsi tra i primi quattro con un bagaglio di convinzioni nuove, frutto delle vittorie su avversari di rango nel percorso attuale. Il contesto del tabellone aggiunge ulteriori vibrazioni: dall’altra parte, Lorenzo Musetti e Novak Djokovic si giocano l’accesso all’altra semifinale, incrocio che potrebbe ridisegnare le dinamiche della seconda settimana e, a cascata, le ambizioni dei protagonisti rimasti in corsa. In termini di scenari, chi uscirà vincitore tra Sinner e Shelton porterà in dote non solo un risultato pesante ma anche un patrimonio di energia e fiducia fondamentale in vista del rush finale. È la sostanza dei grandi appuntamenti: contano i colpi, ma contano almeno quanto loro le certezze che quei colpi sanno generare quando la pressione sale e il margine per l’errore si assottiglia.