Dal debutto di Benzema nel 2007 con capitano Lilian Thuram all’ipotesi di incrociare il campo con il figlio Khephren: il centrocampista bianconero rilancia l’impatto del fuoriclasse francese in Serie A e guarda al 2026 in Nord America. “Farebbe la differenza alla Juventus”.
Nelle ultime ore il centrocampista della Juventus, Khephren Thuram, ha espresso con chiarezza la propria stima per Karim Benzema, oggi all’Al-Ittihad, spingendosi a dire che l’attaccante potrebbe incidere subito anche in Italia nonostante i suoi 38 anni. Al di là del mercato, le parole del bianconero si intrecciano con il futuro della nazionale francese: per Benzema, che ha iniziato il suo percorso con i Bleus quando capitano era Lilian Thuram, si affaccia l’ipotesi di un ritorno in vista del Mondiale 2026 in Nord America. Una suggestione che avrebbe un sapore unico: condividere il campo proprio con Khephren, il figlio dell’ex colonna della Francia.
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La spinta di Khephren Thuram e l’ipotesi Benzema-Juventus
Il messaggio di Khephren Thuram è diretto: “Benzema farebbe la differenza alla Juventus”. Una frase che va oltre l’elogio formale e fotografa la considerazione che il centrocampista bianconero nutre per l’ex simbolo del Real Madrid. A colpire non è solo il curriculum — un Pallone d’Oro in bacheca e stagioni di altissimo livello — ma anche la lettura del calcio contemporaneo offerta dal giovane francese: secondo Khephren, l’evoluzione del gioco e della preparazione consente ai grandi interpreti di incidere fino a età un tempo impensabili. Ecco perché l’anagrafe, 38 anni per Benzema, diventa un dettaglio relativo, specie se abbinata a qualità come intelligenza calcistica, fiuto del gol e leadership nello spogliatoio.
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Il ragionamento è semplice: un profilo con queste caratteristiche, inserito in un contesto organizzato come quello della Serie A e di un club che lotta ai vertici, avrebbe margine per determinare l’esito delle partite e alzare l’asticella nelle competizioni. Il riferimento alla Juventus è esplicito e non casuale: la squadra bianconera ha costruito la propria identità recente sull’equilibrio e sull’efficacia nelle due fasi, e un finalizzatore con il bagaglio tecnico di Benzema potrebbe completare il quadro aggiungendo soluzioni tra le linee, gestione dei tempi offensivi e qualità negli ultimi sedici metri. Il pensiero di Thuram non suona come una forzatura di mercato, ma come la constatazione che un campione abituato alle grandi notti europee può ancora incidere “qui e ora”, in Serie A come “in tutti i tornei del mondo”, per usare la sua stessa visione. In sottofondo, resta il fascino di una storia che unisce padri, figli e un filo blu: quello dei Bleus, che accompagna da vent’anni il cammino di questa famiglia nel grande calcio.

Un filo che unisce tre generazioni di Bleus
La suggestione più potente è quella che attraversa il tempo: quando Karim Benzema debuttò con la Francia nel 2007, il capitano era Lilian Thuram. In quell’amichevole contro l’Austria, i due si “incrociarono” idealmente: il difensore partì titolare, il giovane centravanti — allora protagonista al Lione — entrò nella ripresa e decise il match firmando il primo dei suoi 37 gol con i Bleus. Pochi mesi più tardi arrivò un altro frammento di quell’inedita staffetta generazionale: contro la Georgia, Lilian Thuram e Benzema condivisero il campo per uno scampolo finale, appena un minuto di recupero in una gara poi vinta 1-0. Da lì seguirono altre apparizioni comuni e, soprattutto, la prima partita con entrambi titolari il 17 ottobre 2007, nella vittoria per 2-0 contro la Lituania.
Mentre il percorso di Lilian volgeva al capitolo conclusivo — l’Europeo 2008 finirà con l’eliminazione per mano dell’Italia —, il centravanti entrava stabilmente nella scena internazionale. Molti anni più tardi, nel marzo 2023, è toccato a Khephren Thuram debuttare con la nazionale maggiore. Ed è qui che la storia si chiude in un cerchio sorprendente: il figlio del capitano dell’epoca di Benzema potrebbe ritrovarsi a condividere il rettangolo di gioco con l’attaccante proprio nel Mondiale 2026 in Nord America. Un passaggio di testimone che racconta quanto il calcio sappia intrecciare destini e generazioni, con la stessa maglia azzurra dei Bleus a fare da sfondo. L’eco simbolica è evidente: un tempo il padre e Benzema dividevano il campo, oggi è il figlio a riconoscere nel centravanti un valore aggiunto, non solo in chiave club ma anche come patrimonio tecnico e umano per lo spogliatoio della nazionale.

Francia tra fratture e possibili ricongiungimenti: il nodo Deschamps, Qatar 2022 e l’ipotesi Zidane
Per arrivare all’oggi, bisogna attraversare un decennio di strappi. Dopo l’Europeo 2008 chiuso anticipatamente — ultimo atto della carriera internazionale di Lilian Thuram —, proprio l’ex difensore nel 2021 definì quell’eliminazione una sorta di avviso su ciò che sarebbe accaduto in Sudafrica: “Fu la premonizione di quanto successe nel 2010”. Quell’edizione del Mondiale è rimasta nella memoria collettiva per la crisi interna, con gli insulti di Nicolas Anelka al ct Raymond Domenech, lo sciopero in mondovisione e profonde spaccature nello spogliatoio.
Karim Benzema non c’era nel 2010, e non c’era nemmeno a Qatar 2022: un infortunio lo tenne fuori, mentre la Francia avrebbe poi perso la finale ai rigori contro l’Argentina. Il centravanti sperava di rientrare in tempo per l’atto conclusivo, ma il commissario tecnico Didier Deschamps scelse una strada diversa, ritenendo troppo rischiosa l’attesa e rimandandolo a casa. Da quella frattura nacque la decisione del numero 9 di chiudere con la nazionale, rinunciando di fatto a incrociare il momento del debutto di Khephren Thuram nel marzo 2023. Oggi, però, uno spiraglio sembra riaprirsi: dall’Al-Ittihad, dove Benzema è approdato nel 2023 e con cui ha festeggiato campionato e coppa venendo riconosciuto come miglior giocatore, il fuoriclasse non esclude di rispondere presente se arrivasse una chiamata per il Mondiale 2026.
In particolare, l’attaccante lascerebbe intendere di non dire di no nell’eventualità che il suo mentore Zinedine Zidane — con cui ha “vinto tutto” al Real Madrid — dovesse subentrare sulla panchina dei Bleus al posto di Deschamps. È un’ipotesi, non un annuncio: ma basta per alimentare uno scenario affascinante, nel quale Benzema e Khephren potrebbero finalmente condividere il campo. E qui il cerchio tornerebbe a chiudersi, con il testimone passato da Lilian al figlio, e un leader di spessore internazionale pronto — parole del bianconero — a “fare la differenza” ovunque giochi.